Tintoria di Quaregna, l’arte della tintura naturale

Solo colori estratti da erbe e piante anche per la nuova linea di filati Betulla prodotti dalla Tintoria di Quaregna

Lo scorso gennaio ho visitato la fiera professionale Pitti Immagine Filati per dare un’occhiata ai nuovi trend proposti per la stagione primavera/estate 2017. Una delle aziende che ha attirato particolarmente la mia attenzione è stata la Tintoria di Quaregna. Quest’azienda piemontese, nata nel 1948 come tintoria chimica, oltre a eseguire numerosi trattamenti tecnici e finissaggi di lane pure, cashmere e altre fibre nobili, è specializzata anche nelle tinture naturali. La loro ricerca, svolta sulle tradizionali metodologie di colorazione naturale e sugli elementi della flora e della fauna adottati sin dai tempi più remoti da antiche civiltà del mondo, è durata ben 18 anni e nel 2010 ha ricevuto un importante riconoscimento da parte della Woolmark Company, la massima autorità globale che certifica la qualità della lana.
Ho apprezzato molto l’impegno di quest’azienda a sviluppare in chiave ecologica e moderna questi procedimenti forse anche un po’ dimenticati, perché è molto alta la richiesta di vere tinture naturali, che sono ben diverse da quelle cosiddette ecologiche ottenute con prodotti chimici definiti a basso impatto ambientale. Infatti la Tintoria di Quaregna proprio per la sua riconosciuta peculiarità ha potuto accedere a finanziamenti europei e stringere collaborazioni con centri di ricerca internazionali.

 

Tintoria di Quaregna 2Papavero, foto Tintoria di Quaregna

 

Durante la sua lunga attività di ricerca e sperimentazione ha catalogato ben 212 elementi dai quali estrarre i pigmenti utili alla tintura, tra i quali il papavero, il sandalo, l’henné, il mirtillo, la frangula, il noce, il ginepro, il castagno, il frassino, l’equiseto, la calendula, e la malva solo per citarne alcuni. Il 65% delle erbe utilizzate proviene dall’Italia e dall’Europa, il resto dall’Asia e dalle Americhe. Ognuna di queste erbe, fiori e legni singolarmente, o sapientemente miscelati tra loro senza l’uso di additivi chimici, offre una vasta gamma di colorazioni e sfumature. Queste tinture completamente naturali hanno buone caratteristiche di resistenza e di solidità al lavaggio e alla luce, e possono essere impiegate per numerose fibre naturali come lana pura, seta, cotone, lino e canapa.

 

Tintoria di Quaregna 3Catechu, foto Tintoria di Quaregna

 

Ma vediamo nello specifico alcuni degli elementi utili per le tinture. Il catechu è un estratto ottenuto da piante di acacia indiana impiegato sia per la tintura che per la concia della pelle. Anticamente veniva usato sia per tingere tessuti, ma anche come medicinale per le sue proprietà antisettiche, astringenti ed espettoranti. Dalla lavorazione del suo legno viene estratta una sostanza marrone a base di tannino che una volta trattata dà origine a colori come il grigio, il marrone e il verde oliva. Il campeggio, usato già dagli Aztechi come tintura, è una pianta sempreverde dal legno rossastro che cresce anche nella baia messicana del Campeche, e dal quale si estrae la ematossilina, un componente rosso brillante che miscelato con altre erbe, genera un’ampia serie di coloriture che spaziano dai marroni ai grigi, dai neri ai blu intensi.

 

Tintoria di Quaregna 4Campeggio, foto Tintoria di Quaregna

 

La robbia è una pianta che contiene l’alizarina rossa, con la quale si possono ottenere diverse gradazioni dall’arancio al rosa. Il colorante, che si estrae dalle radici, veniva utilizzato anche nell’antico Egitto sia come tintura rossa per filati, tessuti e pelli, che come pigmento per pitture murali. Una tra le più importanti categorie di piante dalle quali vengono estratti i coloranti è l’indigofera. Dopo un lungo procedimento di lavorazione si ottiene il color indaco, una tinta tra il viola e il blu. Questa tintura, usata sin dagli albori del genere umano, pare ne siano state trovate tracce anche in reperti del Neolitico, è nota per essere emblema di ricchezza per i nomadi Tuareg e colore simbolico delle divinità in India. Anche i giapponesi sono storicamente e tradizionalmente legati all’indaco che viene prodotto e usato soprattutto nelle tintorie della regione di Tokushima fin dal X secolo. A Nantan, città della prefettura di Kyoto, ha sede un piccolo museo dedicato alla storia e alla tradizione di questa tintura naturale.

 

Tintoria di Quaregna 5Vasche per la tintura, foto Tintoria di Quaregna

 

La Tintoria di Quaregna ha sempre lavorato esclusivamente con le aziende che producono filati e tessuti, ma da quest’anno ha deciso di entrare nel mercato al dettaglio lanciando Betulla, una sua collezione di filati destinata agli appassionati del knitting. La nuova linea, che è in vendita nelle mercerie e nei negozi specializzati, comprende filati di lana, lino, cotone e cashmere tinti con il metodo esclusivo Naturale, marchio registrato e approvato da Woolmark. Per ulteriori informazioni sulle tipologie e i colori disponibili vi consiglio di visitare il sito.

 

Tintoria di Quaregna Naturale video di Yuri Storasi

 

http://www.betulla.bio/
http://www.tintoriadiquaregna.it/

Immagini e video gentilmente forniti da Tintoria di Quaregna

 

 

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedintumblrmail