Matisse e il suo tempo in mostra a Torino

Matisse e il suo tempo: un percorso espositivo che esplora le opere e le relazioni di Henri Matisse, il maggiore esponente del Fauvisme

Ho lavorato per arricchire la mia intelligenza, per soddisfare le differenti esigenze del mio spirito, sforzando tutto il mio essere alla comprensione delle diverse interpretazioni dell’arte plastica date dagli antichi maestri e dai moderni” . Così scriveva Henri Matisse il 25 dicembre 1908 nelle Notes d’un peintre pubblicate dalla rivista culturale francese La Grande Revue. E proprio da questa sua citazione che prende spunto Matisse e il suo tempo, la mostra di Palazzo Chiablese aperta fino al 15 maggio 2016 a Torino. L’esposizione e il catalogo sono stati curati da Cécile Debray, curatrice responsabile delle collezioni Matisse presso il Musée national d’Art moderne-Centre Pompidou di Parigi, la quale ha creato un percorso cronologico suddiviso in 10 sezioni con approfondimenti tematici che permettono di confrontare visivamente le opere di Matisse con quelle di artisti suoi contemporanei, quali ad esempio Braque, Derain, Léger, Miró, Modigliani, Picasso e Renoir.

 

Matisse e il suo tempo Grande interno rossoHenri Matisse, Grande interno rosso, 1948
©Centre Pompidou, MNAMCCI/Philippe Migeat/Dist. RMN-GP
©Succession H. Matisse by SIAE 2015

 

Attraverso le amicizie e le relazioni, le fonti di comune ispirazione e gli scambi artistici intercorsi tra loro, è stato ricostruito l’intero percorso artistico, dagli esordi nell’atelier di Gustave Moreau negli anni 1897-99 fino alle ultime opere eseguite prima della sua scomparsa. La raccolta, composta da 50 opere di Matisse e 47 degli artisti a lui legati, tutte provenienti dal Centre Pompidou, permette di conoscere a fondo sia la sua arte, che l’intero periodo storico e artistico durante il quale ha vissuto. La prima sezione, denominata Moreau, racconta l’inizio della sua attività presso l’atelier di Gustave Moreau all’École des Beaux-Arts, considerato all’epoca l’atelier più liberale di Parigi, mentre la seconda, Fauvismo, introduce al periodo in cui nasce il movimento Fauve al Salon d’Automne del 1905. La terza sezione Polo Nord – Polo Sud. Matisse e il Cubismo, fa riferimento al periodo in cui si scontrò inizialmente con la visione cubista di Braque, per poi realizzare qualche anno più tardi dipinti fortemente influenzati dallo stile di Picasso.

 

Matisse e il suo tempo_Il catalogo della mostra di MatisseIl catalogo della mostra

 

Gli anni di Nizza, sono la quarta sezione che vede un nuovo inizio dell’opera del pittore. Siamo alla fine del 1917, periodo che segna il suo ritorno all’Impressionismo e l’interesse per gli ultimi dipinti di Renoir e Monet. La quinta sezione, Il pittore delle odalische, comprende ritratti di donne dai colori densi ispirati alle atmosfere del Marocco, che successivamente saranno motivo di sviluppo della corrente orientalista moderna. A riguardo è famosa la citazione di Picasso: “Quando Matisse è morto, mi ha lasciato in eredità le sue odalische, ed è questa la mia idea dell’Oriente, sebbene non ci sia mai stato”, il quale è presente in questa sezione con il quadro Nudo con berretto turco del 1955. La sesta sezione, Il desiderio della linea. Matisse e il Surrealismo, si riferisce agli anni Trenta, decennio in cui crea La Danza, una grande decorazione murale, e le illustrazioni delle Poesie di Mallarmé. In quel periodo reinventa la sua tecnica di disegno che diviene più stilizzata e si avvicina al Surrealismo eseguendo opere più grafiche.

 

Matisse_pp124-125 catalogoPagine estratte dal catalogo “Matisse e il suo tempo”

 

Gli anni Quaranta inclusi nella settima sezione Dipingere la pittura. Gli atelier di Matisse, sono contrassegnati dal ritorno alla pittura e dalla realizzazione degli interni di Vence, dove appare in primo piano il motivo della finestra. Mentre l’ottava sezione Matisse, Renoir e La Danza di Barnes fa riferimento alle celebri nature morte con arance, ritenute da Apollinaire la quintessenza della sua arte.
La nona sezione, Il Modernismo. La svolta degli anni Trenta, mostra dipinti eseguiti dopo La Danza, legati all’estetica modernista degli anni Cinquanta. Infine la decima sezione, intitolata Il lascito di Matisse all’Astrattismo. L’ultimo Matisse, è dedicata agli ultimi anni di attività dell’artista che a partire dal 1947, adottò una nuova tecnica: il guazzo ritagliato con il quale realizzò anche venti tavole colorate con la tecnica dello stampino Jazz.

 

Matisse e il suo tempo_Il sognoHenri Matisse, Il sogno, maggio 1935
©Centre Pompidou, MNAMCCI/Philippe Migeat/Dist. RMN-GP
©Succession H. Matisse by SIAE 2015

 

Il catalogo pubblicato da 24 Ore Cultura, che come dicevo è stato curato da Cécile Debray, comprende saggi introduttivi alle dieci sezioni della mostra, testi di approfondimento, e richiami storici scritti da Claudine Grammont autrice di due brevi saggi, il primo dedicato al confronto tra Matisse e Picasso, e il secondo agli atelier di Matisse, e da Augustin de Butler, autore del saggio sulle fonti renoiriane dell’opera La Danza di Barnes, il quale descrive quanto Renoir abbia influenzato il lavoro di Matisse, argomento che coglie in pieno lo spirito della mostra. Inoltre tutte le opere sono accompagnate da schede che spiegano i legami tra Matisse e gli altri artisti, redatte accuratamente da Anna Hiddleston, Assia Quesnel ed Elsa Urtizverea. L’ultima parte del catalogo, quella a mio avviso più interessante, è una raccolta di estratti di lettere, dichiarazioni e testimonianze di Matisse e altri pittori, che permette sia di approfondire il momento storico, che esplorare a fondo l’opera e il carattere dell’artista. Infatti alcune lettere inviate a Bonnard o a Rouault, sono delle vere e proprie trattazioni riflessive sull’arte. Altre, dallo stile più familiare, inviate ai suoi amici Marquet o Camoin, rivelano un Matisse inedito: a volte più scherzoso e a volte più scorbutico.

 

www.mostramatisse.it

Immagini gentilmente fornite da 24 ORE Cultura

 

 

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