La mostra Ryan McGinley The Four Seasons

La GAMeC di Bergamo ospita il lavoro del fotografo americano intitolato Ryan McGinley The Four Seasons

Alla GAMeC, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, fino al 15 maggio 2016 è allestita la mostra Ryan McGinley The Four Seasons curata da Stefano Raimondi e realizzata in onore del collezionista Arturo Toffetti. Si tratta della prima personale italiana in assoluto dedicata al fotografo americano considerato al momento uno tra gli artisti più importanti del panorama dell’arte contemporanea internazionale.

Ryan McGinley è nato a Ramsey in New Jersey nel 1977 e vive e lavora a New York. Già nel 2003, a soli 26 anni, il Whitney Museum gli dedica la personale The Kids Are Alright, e l’anno dopo è la volta del MoMA P.S.1 che presenta una selezione di foto a colori dedicata alle culture giovanili urbane, soggetto primario del suo lavoro. L’International Center of Photography di New York lo nomina Giovane fotografo dell’anno nel 2007. Da lì in poi Ryan McGinley, che è cresciuto frequentando le comunità underground della città, ha continuato a documentare la vita di writers, skateboarders e artisti. Nel 1999 pubblica il libro The Kids Are Alright, porta avanti quindi il suo lavoro esplorando le sottoculture degli anni Novanta, diventandone portavoce e testimone allo stesso tempo.

Successivamente, rivolge la sua attenzione anche ad altre importanti tematiche legate al mondo giovanile come il desiderio di libertà, la vitalità dello spirito e il rapporto tra uomo e natura, documentandone anche la propensione all’edonismo e agli eccessi. Alcuni dei suoi lavori sono stati esposti in prestigiose gallerie d’arte internazionali e fanno parte delle collezioni di grandi musei del mondo, come ad esempio il Whitney Museum of American Art e il Solomon R. Guggenheim Museum di New York, il San Francisco Museum of Modern Art, la Smithsonian National Portrait Gallery di Washington, la Queensland Art Gallery di Brisbane in Australia e il Museo de Arte Contemporáneo de Castilla y León in Spagna. Grazie al suo stile innovativo McGinley ha realizzato anche campagne fotografiche per grandi nomi della moda e dello sport tra i quali Christian Dior, Balenciaga, Stella McCartney, Adidas e Nike.

 

Ryan McGinley The Four SeasonsRyan McGinley, Crimson & Clover, 2015 Courtesy l’artista e Team Gallery

 

Ciò che colpisce dei lavori che compongono la mostra Ryan McGinley The Four Seasons, è un inaspettato sentimento fondamentalmente poetico che pervade tutte le opere, dove i protagonisti sono uomini e donne immersi in straordinari paesaggi naturali carichi di energia e luce. “Quello che facciamo è estremamente romantico” sostiene McGinley, e crea uno stretto legame tra le sue immagini e il mito romantico del Buon selvaggio, ispirandosi al pensiero dello scrittore, filosofo e musicista Jean-Jacques Rousseau. Infatti nei suoi scatti gli uomini e le donne appaiono liberi nei loro movimenti e danno vita a iconografie armoniose dove le loro figure si integrano totalmente nel contesto della natura. Anche il libro Walden ovvero Vita nei boschi dello scrittore e filosofo Henry David Thoreau scritto tra il 1845 e il 1847, periodo in cui visse a stretto contatto con la natura per ritrovare sé stesso, e già fonte d’ispirazione per la Beat Generation, ha offerto spunti importanti all’opera di McGinley.

 

Ryan McGinley The Four SeasonsRyan McGinley, Plotter Kill Storm, 2015 Courtesy l’artista e Team Gallery

 

Le fotografie esposte alla GAMeC di Bergamo sono l’espressione di un romantico desiderio di ritorno alle origini, una ricerca dell’ormai perduto paradiso terrestre. Il carattere pittorico delle immagini sottolinea la ricerca del luogo, della luce e del colore condotta dal fotografo che dice: “Essendo un fotografo sei sempre in cerca di colori, e questo è ciò che accade quando sono in cerca dei luoghi in cui scattare. Nello stesso modo in cui un pittore deciderebbe un colore con cui dipingere, io cerco i colori nei luoghi”. La presenza dell’uomo che riconquista la natura è l’elemento principale delle foto: visioni paradisiache primordiali di corpi nudi, liberi da ogni costrizione che si integrano con gli elementi naturali, o si muovono gioiosamente e armoniosamente in splendide inquadrature a volte solari, a volte notturne.

 

Ryan McGinley The Four SeasonsRyan McGinley, Wet Blaze, 2013 Courtesy l’artista e Team Gallery

 

La mostra Ryan McGinley The Four Seasons è composta da oltre quaranta lavori di grande e medio formato dislocati in quattro sale, ciascuna dedicata a una stagione dell’anno. Apre il percorso espositivo l’Inverno, con immagini dominate da tutte le sfumature del ghiaccio dal bianco al blu. Sono paesaggi innevati e grotte gelate che accolgono uomini e donne generando una inedita forma di convivenza tra figure e paesaggio. La seconda stanza ospita la Primavera. Qui i corpi umani si immergono in una natura dai toni delicati che si alterna al verde intenso dei prati dove i corpi appaiono distesi. L’Estate è rappresentata nella terza stanza con raffigurazioni di oscure tempeste illuminate con toni accesi e violenti generati da fulmini improvvisi, e da scatti dai colori più caldi che fanno da cornice a momenti di festa e aggregazione. Nell’ultima stanza le tonalità cromatiche riprendono vita: è l’Autunno con i suoi gialli e i suo rossi, tipici delle zone poste a nord di New York, che con le loro calde gradazioni infondono un senso di grande tranquillità.

 

Ryan McGinley The Four SeasonsRyan McGinley, Redweed, 2015
Courtesy l’artista e Team Gallery

 

www.gamec.it

 

Immagini gentilmente fornite da CLP Relazioni Pubbliche

 

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