Il Simbolismo nell’arte del Primo Novecento

Il Simbolismo. Arte in Europa dalla Belle Époque alla Grande Guerra in mostra al Palazzo Reale di Milano

La grande mostra Il Simbolismo. Arte in Europa dalla Belle Époque alla Grande Guerra, allestita in ben 24 sale del Palazzo Reale di Milano, è aperta fino al 5 giugno 2016. L’esposizione, curata da Fernando Mazzocca e Claudia Zevi in collaborazione con Michel Draguet, offre per la prima volta l’opportunità di confrontare le opere dei simbolisti italiani con quelle degli stranieri grazie a un’ampia selezione di dipinti, sculture e opere grafiche provenienti da collezioni private e da importanti musei italiani ed europei. La mostra, che si snoda attraverso un percorso molto suggestivo costellato di opere straordinarie, è stata concepita anche come un’occasione di approfondimento di questo importante movimento artistico e culturale, grazie ai saggi redatti da esperti e pubblicati nel catalogo edito da 24 ORE Cultura. Il Simbolismo ebbe origine a fine Ottocento in Francia per poi diffondersi in tutta Europa.

 

Simbolismo Orpheus, 1893 (oil on canvas)Jean Delville, Orfeo morto, 1893
©Royal Museums of Fine Arts of Belgium, Brussels/foto J. Geleyns
©Jean Delville by SIAE 2016

 

Nacque come corrente di opposizione al realismo e al naturalismo che all’epoca rappresentavano invece con assoluta fedeltà il mondo esteriore. Suggestioni oniriche, visioni interiori e allusioni simboliche, sono l’espressione di questo complesso movimento che coinvolse artisti, letterati, poeti e musicisti. Un vero e proprio vortice creativo senza precedenti declinato in numerose sfumature di genere tutte caratterizzate da una serie di negazioni e rifiuti comuni. Come ad esempio il rigetto del naturalismo e del verismo nel campo dell’arte, o il rifiuto del progresso scientifico e del materialismo. La volontà di evadere dalla realtà è il sentimento più forte che si evince nelle opere letterarie e pittoriche dei simbolisti, affascinati e ispirati fondamentalmente da temi legati al sogno, all’eros e al peccato, oltre che alla morte. Elementi che nell’arte si esprimono anche attraverso espliciti richiami alla mitologia antica e alla pittura dei Primitivi.

 

Simbolismo_copIl catalogo della mostra

 

Il Simbolismo in poesia è rappresentato da Baudelaire, il quale è uno dei maggiori sostenitori della negazione. La sua opera I fiori del male rappresenta il punto di partenza di questo complesso momento culturale che pareva essere l’ultima risposta alle frustazioni dell’uomo moderno. Frustazioni psicologiche che derivarono ad esempio dagli studi di Copernico, che sosteneva che l’uomo non era più al centro dell’universo, dalle affermazioni di Darwin, il quale diceva che l’uomo non era il compimento dell’evoluzione, o ancora dalle frustazioni che scaturirono dalle teorie di Sigmund Freud il quale asseriva che l’uomo era per natura incapace di dominare le proprie pulsioni interiori. Tra le opere presenti alcuni tra i più significativi capolavori del Simbolismo europeo mai esposti in Italia come Orfeo morto di Jean Delville, Il silenzio della foresta di Arnold Böcklin, L’Eletto di Ferdinand Hodler e Carezze (L’Arte) di Fernad Khnopff, riprodotto sulla copertina del catalogo della mostra.

 

Sez6a_Félicien_PornokratèsFélicien Rops, Pornokratès, 1878
©Musée Royal de Mariemont/foto M. Lechien

 

Il percorso espositivo è composto da 18 sezioni tematiche, illustrate attraverso i versi delle poesie tratte da I fiori del Male di Baudelaire, le raffigurazioni demoniache di Odillon Redon, e quelle dei miti di Gustave Moreau, il vitalismo di Ferdinand Hodler e il colorismo degli artisti appartenenti al gruppo Nabis. Ai quali si aggiungono le opere di artisti italiani noti come Giovanni Segantini, Gaetano Previati e Galileo Chini e meno conosciuti come Luigi Bonazza, Leo Putz, Giorgio Kienerk e gli scultori Leonardo Bistolfi e Amleto Cataldi. Le sale dedicate alla Biennale del 1907 ospitano l’imponente ciclo pittorico Il poema della vita umana di Giulio Aristide Sartorio, e l’installazione sonora dell’artista vicentino Alberto Tadiello. Infine chiude il percorso il ciclo decorativo Le mille e una notte realizzato da Vittorio Zecchin.

 

www.mostrasimbolismo.it

Immagini gentilmente fornite da 24 ORE Cultura

 

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