CoBrA. Una grande avanguardia europea (1948-1951)

Il gruppo di artisti che rivoluzionò l’arte contemporanea del secondo dopoguerra in esposizione a Palazzo Cipolla a Roma

CoBrA. Una grande avanguardia europea (1948-1951) è la mostra della Fondazione Roma Museo-Palazzo Cipolla di Roma dedicata a una delle prime avanguardie artistiche internazionali del secondo dopoguerra. La rassegna, organizzata dalla Fondazione Roma-Arte-Musei con la Die Galerie di Francoforte, comprende le opere del gruppo europeo CoBrA formato a Parigi nel 1948 dagli artisti Asger Jorn, Karel Appel, Constant, Corneille, e gli scrittori Christian Dotremont e Joseph Noiret. Il nome CoBrA, acronimo formato dalle lettere iniziali delle capitali Copenaghen, Bruxelles, Amsterdam, fu scelto da Dotremont sia per sottolineare l’origine geografica del movimento che per definirne in maniera iconica l’aspetto dirompente e rivoluzionario.

 

Cobra6 GruppeAsger Jorn, Eine Cobra Gruppe, 1964
©Donation Jorn, Silkeborg by SIAE 2015 per Asger Jorn

 

Al gruppo appartengono i protagonisti più innovativi della pittura e della scultura sperimentali di quel periodo. Curata da Damiano Femfert e Francesco Poli, la mostra è un’ampia raccolta di dipinti, lavori su carta, sculture, foto, documenti e pubblicazioni che raccontano l’attività creativa del gruppo e dei suoi maggiori esponenti. Sono 150 le opere di artisti, tra i quali Appel, Corneille, Jorn, Alechinsky, Constant, che offrono una efficace panoramica sulla forza e l’audacia della produzione del gruppo CoBrA.

 

15 - Corneille, La grande sinfonia solare, 1964Corneille, La Grande Symphonie solaire, 1964 ©Corneille by SIAE 2015

 

Le opere provengono da prestigiose istituzioni museali come ad esempio il CoBrA Museum di Amstelveen, il Centre Pompidou di Parigi, lo Stedelijk Museum di Amsterdam, lo Statens Museum for Kunst di Copenaghen, la Peggy Guggenheim Collection di Venezia, oltre che dalla Die Galerie, la storica galleria del gruppo, e dalla collezione privata-archivio di Pierre Alechinsky, che insieme a Karl Otto Gotz sono attualmente gli ultimi esponenti del movimento viventi.

 

12 - Lucebert, Beest en kind, 1960Lucebert, Beest en kind, 1960 ©Lucebert by SIAE 2015

 

Il movimento CoBrA rifiuta qualsiasi definizione precisa di stile, è per loro fondamentale la spontaneità creativa, diretta e immediata. Considera l’enfatizzazione delle energie dell’immaginario e lo sfogo espressivo delle pulsioni del desiderio, le migliori armi di battaglia liberatoria dell’avanguardia. La loro visione artistica attinge dall’arte dei primitivi, dalle espressioni creative infantili e dalla iconografia della mitologia nordica. La loro pittura non è astratta perché caratterizzata da immagini primordiali, simboliche, a volte grottesche e violente, ma anche poetiche ed ironiche.

 

Alechinsky_GilePierre Alechinsky, Gilles vegetal, 1967 ©Pierre Alechinsky by SIAE 2015

 

I colori che utilizzano hanno una forza dirompente, come scriveva Dotremontla macchia di colore è come un grido sulla mano del pittore…è come un grido della materia”, come pure le figure dalle strane forme, i visi stravolti e gli animali fantastici che animano i loro dipinti. La tecnica di esecuzione fu altrettanto innovativa, introdussero vernici acriliche e smalti, adoperati con pennelli anche di grandi dimensioni, nonché spatole, coltelli e raschietti con i quali plasmavano stucco, sabbia e persino fango.

 

09 - Karel Appel, Animals, 1953Karel Appel, Animals, 1953
©Karel Appel Foundation by SIAE 2015 per Karel Appel

 

La mostra mette in evidenza la vocazione transnazionale del movimento e ne effettua una approfondita analisi storico-critica. Inoltre sottolinea quanto il gruppo, seppur attivo solo dal 1948 al 1951, fu capace di rivoluzionare l’arte nella sostanza e nella forma, irradiandola per decenni con la sua straordinaria energia creativa. Il rifiuto di qualsiasi accademismo e l’uso in libertà del colore e della forma, caratterizzarono le opere del gruppo, elementi che vengono rivelati in questa rassegna attraverso parallelismi tra i lavori esposti. Questi artisti contribuirono fortemente allo sviluppo dell’allora concetto di arte contemporanea, e a un genere di cultura libertaria che si proponeva di superare le barriere nazionalistiche. Il loro motto era “After us freedom”, lo slogan ermetico coniato dall’olandese Constant.
La mostra sarà aperta fino al 3 aprile 2016.

 

21 - Carl Henning Pedersen, Frieren (Der Verehrer), 1984Carl Henning Pedersen, Frieren, 1984
©Carl Henning Pedersen by SIAE 2015

 

www.mostracobraroma.it

Le immagini sono state gentilmente fornite da Fondazione Roma Museo

 

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedintumblrmail