Alfons Mucha e l’Art Nouveau

Il Palazzo Ducale di Genova e la Wolfsoniana di Genova Nervi ospitano due mostre dedicate al grande artista ceco Alfons Mucha

 

Dopo Milano anche la città di Genova celebra dal 30 aprile al 18 settembre 2016 l’arte di Alfons Mucha, uno dei più importanti esponenti dell’Art Nouveau. Due le mostre in contemporanea: Alfons Mucha e le atmosfere Art Nouveau, allestita nelle prestigiose sale dell’Appartamento del Doge del Palazzo Ducale, e Mucha: alle origini della pubblicità presso la sede della Wolfsoniana di Genova Nervi. La prima è una selezione di oltre 220 opere che comprende le creazioni di Alfons Mucha, ma anche arredi e oggetti preziosi realizzati da artisti e manifatture europee del suo tempo, mentre la seconda racconta il lavoro dell’artista attraverso una raccolta dei suoi manifesti pubblicitari più famosi.
Il percorso espositivo del Palazzo Ducale è suddiviso in nove sezioni tematiche che offrono ai visitatori una completa e suggestiva panoramica dell’atmosfera elegante e preziosa dell’epoca. Protagonista della prima sezione è la diva e icona del teatro Sarah Bernhardt, ritratta in molti manifesti teatrali, e che di fatto lo rese famoso al pubblico, mentre la seconda raccoglie poster e grafiche di confezioni di prodotti di uso quotidiano, come le scatole dei biscotti Lefèvre Utile e le tavolette di cioccolato Idéal, oltre a profumi e prodotti per l’infanzia. Sempre in questa sezione sono esposti un salotto e una camera da letto in stile modernista.

 

MuchaAlfons Mucha, Gismonda 1894‐1895, Richard Fuxa
Foundation, foto ©Richard Fuxa Foundation

 

L’immagine della donna, immancabile nella produzione di Alfons Mucha, è il tema della terza sezione. I manifesti illustrano come la figura femminile abbia avuto un forte legame con la cultura artistica del tempo: incarna il valore universale della bellezza giovanile ma viene raffigurata sia come eterea creatura angelica, che come seducente femme fatale. Insieme ai manifesti di Mucha qui sono presenti anche oggetti di diversi autori e il salotto con le vetrate policrome di Luigi Fontana che raffigurano silhouette di giovani donne ispirate allo stile e al tratto grafico tipico dell’artista ceco.
Il Giappone e le sue tradizioni hanno offerto importanti spunti alla creatività di questo grande artista e la quarta sezione è focalizzata proprio sull’influenza che l’arte esotica e orientale hanno avuto sulla sua produzione e sull’arte europea dell’epoca. Segni grafici marcati e accostamenti cromatici a tinte forti, sono gli elementi evidenti anche nelle tavole dell’album Documents Décoratifs da lui realizzato, nei mobili di Carlo Bugatti e nelle maioliche di Galileo Chini.

 

MuchaAlfons Mucha, Biscuits/Lefèvre‐Utile 1896, Richard Fuxa
Foundation, foto ©Richard Fuxa Foundation

La quinta sezione raccoglie oggetti d’arte decorati con soggetti del mondo animale come il pavone, il serpente, la libellula e creature acquatiche. La sesta sezione è dedicata ai gioielli e ai materiali preziosi. Qui sono presenti le opere grafiche legate al tema delle pietre preziose e delle teste femminili ornate con gioielli, insieme a un inedito pendente creato in pasta di vetro dalla ditta Daum di Nancy su disegno dell’artista, e una serie di manufatti prodotti con materiali pregiati.
La settima sezione racconta la visione simbolica del tempo attraverso calendari, rappresentazioni grafiche delle stagioni e dei momenti del giorno, e l’ottava ha come protagonista la natura e i suoi fiori, elementi che caratterizzano lo stile Liberty e Art Nouveau. Ninfee, rose, iris e gigli ornano ed esaltano delicatamente la bellezza femminile ritratta nei suoi manifesti.
Nell’ultima sezione sono esposti alcuni abiti eleganti in stile modernista confezionati da sartorie italiane e francesi con tessuti preziosi decorati con ricami e applicazioni ispirati al mondo vegetale.

 

MuchaAlfons Mucha, Rêverie (F. Champenois) 1897, Richard Fuxa
Foundation, foto ©Richard Fuxa Foundation

 

La mostra Mucha: alle origini della pubblicità della Wolfsoniana di Genova Nervi, è invece dedicata esclusivamente al lavoro che l’artista ha svolto nel campo della pubblicità. Un’attività molto importante nella carriera di Mucha perché lo ha reso celebre in tutto il mondo grazie al suo talento decisamente innato, pare che fin da piccolo Alfons abbia dimostrato la sua abilità nell’arte del disegno. Nonostante ciò non ebbe la possibilità di iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Praga, ma riuscì a esprimere le sue doti creative a 19 anni, quando entrò come pittore apprendista al teatro di Vienna. Purtroppo il suo impiego durò poco e dopo circa un anno lasciò la città in cerca di fortuna.
Viaggiò in Austria e in Moravia in treno. Dovette però fermarsi a Mikulov per mancanza di denaro. Qui incontrò il conte Khuen Belasi, un proprietario terriero locale, che in cambio di vitto e alloggio gli chiese di eseguire dei dipinti. Il conte fu talmente colpito dal talento del ragazzo che decise di sostenerlo economicamente e permettergli quindi di frequentare prima l’Accademia d’Arte di Monaco di Baviera e poi di continuare gli studi a Parigi. Nella capitale francese arrivò nel 1887 e per tre anni il conte lo sostenne nel suo percorso di formazione. Al termine di quel periodo felice fu costretto a lavorare per sopravvivere, così iniziò a disegnare illustrazioni per riviste e libri.

 

MuchaAlfons Mucha, Monaco‐Monte Carlo1897, Richard Fuxa
Foundation, Foto ©Richard Fuxa Foundation

 

L’occasione più importante della sua vita si presentò il 26 dicembre 1894, mentre lavorava come correttore di bozze presso la tipografia Lemercier. Quel giorno l’agente della star del teatro Sarah Bernhardt, chiamò la tipografia per commissionare un poster per l’opera teatrale Gismonda. Essendo a corto di disegnatori e in considerazione dell’urgenza della richiesta da parte della divina Sarah, il lavoro fu affidato a Mucha. Il poster fu talmente apprezzato dall’attrice e dal suo pubblico parigino, che gli fu offerto un contratto di cinque anni per la produzione delle scenografie, dei costumi e dei poster di tutte le rappresentazioni teatrali di Sarah Bernhardt. In contemporanea ottenne anche un contratto in esclusiva con la tipografia Champenois per produrre poster commerciali e decorativi.
Con il manifesto Gismonda nacque “Lo stile Mucha” che lo consacrò come uno dei più importanti esponenti del Liberty parigino. Da allora la sua produzione si estese a diversi campi, realizzò poster teatrali e pubblicitari, pannelli decorativi, copertine di riviste, menù per ristoranti, cartoline e calendari. Disegnò anche gioielli, posate, stoviglie e tessuti, lavorò talmente tanto da sentire l’esigenza di creare un manuale per gli artigiani con modelli e istruzioni sullo stile Liberty. E nel 1902 la Librairie Central des Beaux-Arts pubblicò Documents Décoratifs, una vera e propria enciclopedia del suo lavoro. Alfons Mucha insegnò anche alla Académie Colarossi e alla Académie Carmen di Parigi.

 

MuchaAlfons Mucha, Zodiaque 1896, Richard Fuxa
Foundation, foto ©Richard Fuxa Foundation

 

Il governo austriaco gli commissionò la decorazione del Padiglione della Bosnia-Erzegovina, per l’Exposition Universelle di Parigi del 1900, e Mucha scelse di realizzare delle pitture monumentali che successivamente gli diedero lo spunto per un suo grande progetto destinato a celebrare le lotte e le conquiste del popolo slavo. Per realizzare questo progetto l’artista decise di partire per l’America alla ricerca di finanziamenti. Lì trascorse anni difficili ma anche felici: nel 1906 sposò Marie Chytilová, una bella donna ceca di 20 anni più giovane di lui, dalla quale ebbe poi due figli Jaroslava e Jiri.
Durante la sua permanenza in America conobbe Charles Crane, un milionario americano che accettò di finanziare la sua grande opera: l’Epopea slava. Nel 1910 tornò in Boemia dove incominciò a lavorare a 20 dipinti di grande formato, alcuni dei quali tra i 6 e gli 8 metri, che avrebbero raccontato più di mille anni di storia slava. Le tele, completate tra il 1912 e il 1926 furono ufficialmente presentate e donate alla città di Praga nel 1928. Tra il 1929 e il 1933 furono esposte in diverse sedi a Praga, Brno e Pilsen. Alfons Mucha riuscì a completare il suo grandioso progetto ma dopo pochi anni, nel 1939, morì a causa di una polmonite.
Durante la seconda guerra mondiale, l’Epopea slava fu nascosta e restò in un deposito fino al 1962, anno in cui iniziarono i lavori di restauro delle tele grazie alla sua famiglia e al contributo dei cittadini di Moravský Krumlov, comune vicino a Ivančice, luogo di nascita dell’artista. Nel 1968 l’intero ciclo pittorico fu finalmente installato al castello di Moravský Krumlov, ma ancora oggi l’opera è in attesa di una collocazione permanente nella città di Praga.

 

MuchaAlfons Mucha, Principessa Giacinta 1911, Richard Fuxa
Foundation, foto ©Richard Fuxa Foundation

 

La mostra Alfons Mucha e le atmosfere Art Nouveau, patrocinata dalla città di Praga, è stata curata da Karel SRP e da Stefania Cretella, studiosa di arti decorative, ed è prodotta e organizzata da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura di Genova, Palazzo Reale di Milano, 24 ORE Cultura – Gruppo 24 Ore, in collaborazione con la Richard Fuxa Foundation e il Centro di Ricerca Rossana Bossaglia, Dipartimento Culture e Civiltà, Università di Verona. La mostra Mucha: alle origini della pubblicità allestita alla Wolfsoniana di Genova Nervi, è curata da Karel SRP e realizzata in collaborazione con 24 ORE Cultura e la Richard Fuxa Foundation.

 

www.mostramucha.it

 

Immagini gentilmente fornite da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 Ore

 

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedintumblrmail