Aleksandr Rodčenko, il senso del Costruttivismo

L’opera visionaria di Aleksandr Rodčenko, uno dei più importanti esponenti delle avanguardie russe in mostra al LAC di Lugano

Il MASI Lugano, Museo d’arte della Svizzera italiana di Lugano, è dislocato in due sedi. La prima è il LAC, Lugano Arte e Cultura, un centro dedicato alle arti visive, alla musica e alle arti sceniche che ospita collezioni ed esposizioni di arte del Novecento e contemporanea. L’altro è Palazzo Reali, storica sede del Museo Cantonale, che svolge attività di conservazione della storia dell’arte del territorio dagli inizi del Quattrocento fino alla prima metà del Novecento. Presso il LAC si tiene dal 27 febbraio all’8 maggio 2016 una imponente panoramica sul lavoro di Aleksandr Rodčenko, uno dei più importanti esponenti delle avanguardie russe, curata da Olga Sviblova, direttrice del Multimedia Art Museum di Mosca, nonchè riconosciuta esperta di fotografia e arte delle avanguardie sovietiche.
Questa mostra-evento raccoglie più di trecento opere: fotomontaggi, fotografie, collage, stampe offset e costruzioni spaziali prodotte dall’artista, fotografo e grafico durante la sua carriera. Le avanguardie russe hanno svolto un ruolo di grande importanza nel Novecento, ancor oggi sono fonte d’ispirazione per le odierne correnti artistiche, oltre che per la grafica e il design contemporanei.

 

11_Rodchenko-Stepanowa, Young Gliders, 1933Aleksandr Rodčenko and Warwara Stepanowa, Giovani piloti di alianti.
Bozza di una doppia pagina per la rivista “USSR in Costruzione” 1933, cartoncino, fotomontaggio

 

Il talentuoso Rodčenko operò in diversi campi, pittura, fotografia, tipografia, design, teatro, cinema, e il suo personale approccio visionario gli permise di dare una forte sferzata creativa alla rigida interpretazione dell’arte adottata all’epoca. Nei primi anni Venti la sperimentazione artistica e quella sociale procedettero per un breve periodo di pari passo. Fu allora che Rodčenko collaborò con artisti, intellettuali e letterati, tra i quali il poeta Vladimir Majakovskij, gli scrittori Osip Brik e Sergej Tret’jakov, e i registi Dziga Vertov e Sergej Ejzenstein.
Una delle sue attività più note al grande pubblico è la realizzazione di illustrazioni per libri, riviste, e di manifesti di propaganda politica e pubblicitari. Utilizzò il fotomontaggio, tecnica da lui preferita, ispirandosi alla dinamicità del futurismo e alle composizioni fotografiche dadaiste. Grazie alla sua inedita visione dell’arte elaborò un nuovo concetto di estetica ancora oggi attuale.

 

Aleksandr Rodčenko 09_Rodchenko, Pioneer Girl, 1930Aleksandr Rodčenko, Ragazza pioniera 1930, stampa vintage

 

L’interesse alla fotografia fu una conseguenza diretta nata dall’uso dei fotomontaggi. Nel 1924 iniziò a scattare immagini che furono una delle massime espressioni della sua arte. Aveva un metodo personale caratterizzato da composizioni diagonali, insolite inquadrature realizzate da punti di ripresa mai immaginati prima di allora. Scorci dall’alto verso il basso e viceversa, alternati a dettagli ingranditi, documentano come il suo lavoro fosse teso a sottolineare non solo le forme ma pure l’emotività e la dinamicità degli oggetti. Quello che successivamente verrà chiamato metodo Rodčenko non documenta la realtà in maniera distaccata, ma piuttosto ne cattura la vitalità regalandone una personale interpretazione. Cambia così il consueto ruolo del fotografo e della macchina fotografica. Il suo metodo innovativo si diffuse rapidamente e fu adottato non solo dai suoi allievi e dai suoi colleghi, ma anche dai suoi avversari che operavano nel campo della politica e dell’arte.

 

Aleksandr Rodčenko 10_Rodchenko, Girls with Kerchiefs, 1935Aleksandr Rodčenko, Ragazze con fazzoletti 1935, stampa vintage

 

Per comprendere il lavoro di Rodčenko, basta guardare con attenzione le opere esposte al Lac e precisamente la serie di immagini anni Venti di Mosca che documentano l’architettura della città, momenti di lavoro quotidiano, i prodotti dell’industria, le attività ginniche e le parate sportive, e la serie anni Trenta di stampo più giornalistico che celebra l’era del regime di Stalin. Questi scatti sottolineano la modernità e la vitalità della capitale sovietica reduce dalla Rivoluzione d’Ottobre, e quelli dei ginnasti, ripresi durante le parate, offrono la nuova visione di uomini e donne dai gesti atletici perfettamente sincronizzati.
Pure i prodotti industriali vengono inquadrati con l’intenzione di mettere in evidenza la loro serialità e uniformità, proprio per dimostrare il benessere che apporterà la nuova era tecnologica dell’industria sovietica. In mostra anche le foto della costruzione del canale tra Mar Baltico e Mar Bianco commissionati dalla pubblicazione internazionale URSS in costruzione per celebrare la grande impresa ingegneristica. Le immagini illustrano la realtà e la vita dell’epoca rivoluzionata dai principi del costruttivismo, secondo la romantica e utopistica visione dell’artista fiducioso rispetto alla possibilità di un cambiamento in positivo del genere umano e del mondo.

 

Aleksandr Rodčenko 04_Rodchenko, Guard near Shukhov Tower, 1929Aleksandr Rodčenko, Guardia vicino allaTorre Shukhov 1929, stampa d’artista

 

Il percorso espositivo della mostra è completato da tre Costruzioni spaziali: sono sculture aeree, prime espressioni dell’estetica costruttivista, che si rifanno all’essenzialità e la ripetitività dei principi base della produzione industriale. Ideate dall’artista tra il 1920 e il 1921, sono composte da forme geometriche come ovali, esagoni o quadrati, create in progressione ritagliando lo stesso foglio metallico o di compensato, in base a un principio compositivo essenziale.

 

Alexandr Mikhailovich Rodčenko nasce nel 1891 a San Pietroburgo. Dal 1910 al 1914 frequenta l’Accademia di Belle Arti di Kazan, dove conosce Varvara Stepanova, la donna che poi diventerà sua moglie e nota artista Costruttivista. Inizia nel 1915 a cimentarsi con il disegno astratto realizzando composizioni rigorosamente geometriche, ispirate al Suprematismo di Kazimir Malevich. Nello stesso anno si trasferisce a Mosca dove prosegue i suoi studi presso la Scuola imperiale di arte industriale Stroganov. Nel 1917 è fra i fondatori dell’Unione degli artisti e pittori e segretario della Federazione della Sinistra. Nel periodo compreso tra il 1918 il 1922 partecipa con le sue opere a importanti mostre dell’avanguardia sovietica. Quando finisce la Rivoluzione, condivide con Vladimir Tatlin e Kazimir Malevič un forte impegno politico mirato a creare un’arte al servizio della società.

 

Aleksandr Rodčenko 07_Rodchenko, Radio-listener, 1929Aleksandr Rodčenko, Radioascoltatore 1929, stampa d’artista

 

In occasione della mostra 5×5=25 del 1920 contribuisce a porre le basi dei principi del Produttivismo stilando di fatto il primo manifesto del Costruttivismo, il movimento che si riproponeva di applicare all’arte i principi costruttivi e la logica della produzione tecnica. Nello stesso anno viene nominato professore alla facoltà di pittura generale delle scuole-laboratorio d’arte superiori di Stato, e dal 1923 inizia a lavorare come grafico introducendo così la tecnica del fotomontaggio, con la quale illustra il poema Pro eto del poeta, drammaturgo e pittore russo Vladimir Majakovskij. Alla fotografia incomincia ad avvicinarsi nel 1924, e con la moglie realizza reportages, ritratti e album fotografici. Fra la fine degli anni Venti e l’inizio degli anni Trenta, quando la sua arte pittorica viene marginalizzata a causa dell’affermarsi del Realismo socialista, lavora come fotoreporter per giornali e riviste. Solo dopo il 1935 ritorna alla pittura con una serie di composizioni decorative. Nel corso della sua poliedrica attività artistica Rodčenko, che muore a Mosca nel 1956, ha lavorato pure come scenografo per il teatro e per il cinema.

 

Aleksandr Rodčenko 01_Rodchenko, Lily Brik, 1924Aleksandr Rodčenko, Lily Brik.
Ritratto per il poster “Knigi” 1924, stampa d’artista

 

www.masilugano.ch

Immagini Collezione Moscow House of Photography Museum ©A. Rodchenko – V. Stepanova Archive, ©Moscow House of Photography Museum, gentilmente fornite dal museo MASI Lugano

 

 

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